Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

L'«INTERNAZZIONALE» TEDESCA

Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

Ce fu un tedesco che girò l'Europa
con un cartello e un fazzoletto rosso
attaccato in un manico de scopa.
Er cartello diceva: — Proletari!
La patria è er monno! Dunque date addosso
a chi vô fa' le spese militari.

Se volete la pace universale
bisogna ch'abbolite ogni frontiera.
Venite tutti sotto 'sta bandiera
che canteremo l'Internazzionale! —

Quanno er tedesco ritornò ar paese
agnede a casa de l'Imperatore
pe' fasse rimborsa tutte le spese.
— Be'? — dice — com'è annata? — Bene assai!
La propaganda ha fatto un gran furore.
Dio! Quanti fessi! Nun credevo mai!

E l'ho lasciati tutti co' la smania
d'unì le patrie in una patria sola...
E, in questo, je mantengo la parola
perché faremo tutta una Germania. —

Ma appena ch'ogni popolo s'accorse
der trucco preparato da 'sti ladri,
arzò la testa, prese un'arma e corse...
— La Patria è nostra — dissero li fiji.
— La Patria è nostra! — dissero le madri.
E l'Aquilaccia se spuntò l'artiji.

E mó l'Imperatore, persuaso
che la bandiera rossa nun fa effetto,
la tiè in saccoccia come un fazzoletto
e quarche vorta ce se soffia er naso.

27 agosto 1916

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