Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Un giorno, co' l'idea de fa' fortuna,
agnedi in diriggibbile
ner monno de la Luna.
(Oggi tutto è possibbile.)
Sceso che fui, m'accorsi per un caso
che me trovavo propio su quer monte
che da lontano corisponne ar naso:
e subbito sentii come una voce
ch'esciva da l'interno de le froce.
Ciavevo indovinato. A un certo punto
viddi un signore biondo, grasso e grosso,
accucciato in un fosso,
ch'ogni tanto pijava quarche appunto.
— E quello chi sarà? Vattelappesca!
— dissi fra me — Che diavolo farà? —
L'omone rise e me rispose: — Jà... —
Era una spia tedesca.

ottobre 1914

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