Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Un vecchio Re diceva ar Generale:
— Hai fatto bene a risicà la vita
pe' difenne l'onore nazzionale.
Te darò la medàja
a battaja finita...
— Grazzie, — fece l'eroe — ma dar contratto
devo avé cento lire per ferita.
E noti bene, poi, che j'ho abbonato
un cazzotto in un occhio,
uno sgraffio ar ginocchio
e un gelone sdegnato...
L'ideale?... Eh, lo so, nun c'è questione,
ma bisogna ch'io pensi a l'avvenire:
nove ferite, novecento lire,
è un prezzo d'occasione!...
— Su questo qui, — rispose er Re — so' pronto.
Anzi, data la somma che m'hai chiesta,
faremo mille e arrotondamo er conto...
Mor'ammazzato!... — E je spaccò la testa.



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