Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Er Papa je mannò l'assoluzione:
— Va', — disse ar Nunzio — sbrighete: ma abbada
che quelli che t'incontreno pe' strada
nun chiedino nessuna spiegazzione.
Tiella sempre anniscosta e fa' in maniera
de nun esse fermato a la frontiera.
Sarebbe un'imprudenza se li vivi
potessero scoprì da dove arrivi;
sarebbe un'imprudenza se li morti
potessero scoprì dove la porti. —

Appena ch'entrò in cammera da letto
l'incaricato disse: — Ciò anniscosta
l'assoluzione che je manna apposta
la Santità de Papa Benedetto. —
E lì se fece er segno de la croce,
arzò la mano e disse a mezza voce:
— Doppo l'infamità ch'ha fatte lei
io, francamente, nu' je la darei:
ma er Papa è dipromatico, per cui
ego te absolvo... li peccati tui.

30 novembre 1916

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