Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

LA RICONOSCENZA DE LI POSTERI

Trilussa (Carlo Alberto Salustri)

Una vorta, per un caso,
drento all'orto d'un amico
fu trovato un busto antico
d'un pupazzo senza naso,
co' li boccoli de marmo
e una barba longa un parmo.

Da le rughe der pensiero
che j'increspeno la fronte
ce se vedeno l'impronte
d'un filosofo davero;
ma chi diavolo sarà?
ch'avrà fatto? chi lo sa?

Sur davanti, veramente,
c'è er cognome scritto sotto:
ma, siccome è mezzo rotto,
se distingue poco o gnente
e se legge, tutt'ar più,
ch'era Stefano der Q...

Come mai fu sotterrato
fra li cavoli dell'orto?
Quann'è nato? quanno è morto?
Ch'ha scoperto? ch'ha inventato?
Li spaghetti o le cambiale?
Fece bene o fece male?

Fu chiamato un antiquario:
— Questo — disse — è un mezzo busto
fatto male, senza gusto,
e d'un genere ordinario;
vale poco: sia chi sia
è una vera porcheria! —

E fu messo in un cantone
come fosse un muricciolo,
dove spesso c'è un cagnolo
che pe' fa' quela funzione
forma un arco co' la cianca
su la bella barba bianca.



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