Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Ner mejo de la lotta
fra li Sorci e l'Ucelli,
ce fu la Lega de li Pipistrelli
che s'ariunì d'urgenza in una grotta.
— E noi che famo? — chiese er Presidente,
che pe' paura d'esse compromesso
era rimasto sempre indipennente —
Er sorcio, ne convengo, c'è parente,
ma de l'ucello se pô di' l'istesso. —

Un Pipistrello, che parlava in nome
der gruppo de le Nottole, rispose:
— Prima vedemo come
se metteno le cose.
La vecchia tradizzione der partito
c'insegna de decide l'intervento
all'urtimo momento,
quanno tutto è finito.
Pe' questo aspetterei
che se formi er corteo der vincitore
per imboccasse, senza fa' rumore,
framezzo a le bandiere e a li trofei.
Io, infatti, da che vivo,
ogni tre mesi cambio distintivo
e vado appresso a tutti li cortei.



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