Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Guarda la testa mia ch'è diventata!
so' tutte cicatrice. Vedi questa?
Fu quanno scrissi, in segno de protesta,
«Viva Oberdan!», davanti a l'Ambasciata.

Qua su... fu un clericale, in una festa;
più giù, 'na guardia, in una baricata;
e 'sta ficozza in mezzo, una sassata
d'un communista, che me prese in testa.

Qui, fu a un comizzio; questa, in un corteo...
E tu, doppo 'ste buggere, me chiedi
come la penso adesso? Marameo!

Co' la testa che ciò nun è possibbile
qualunque sia pensiero... Nu' lo vedi?
Mancherebbe lo spazzio disponibbile!



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