Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Una notte er Destino,
mentre se scatenava un temporale,
pensò de ariparasse sotto a un pino.
Ma, appena vidde che da piedi all'arbero
c'era ingrufata un' Aquila Reale,
se sgrullò l'acqua e seguitò er cammino.
— No, — disse — vado via:
perché, se per disdetta
Giove scaraventasse una saetta,
potrebbero pensa ch'è córpa mia.



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