Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Sì, fra me e voi ce corre un gran divario
come er giorno e la notte, tale e quale,
perché ciavemo tutto disuguale
e la pensamo sempre a l'incontrario.

Voi marciate in carrozza padronale
e ogni giorno cambiate de vestiario;
io, invece, che ciò giusto er necessario,
vado a pedagna e vesto sempre eguale.

Voi sete bionna bionna, io moro moro,
voi sete bianca bianca, io nero nero,
voi campate de rendita, io lavoro;
quer che ciò io nun ce l'avete voi...

Se l'estremi se toccheno davero
perché nun se toccamo puro noi?



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