Sonetti Romaneschi
Da cristiano! Si mmoro e ppo’ arinasco, Pregh’Iddio d’arinassce a Rroma mia. (G. Belli)

Ciavevo un gatto e lo chiamavo Ajò;
ma, dato ch'era un nome un po' giudio,
agnedi da un prefetto amico mio
po' domannaje se potevo o no:
volevo sta' tranquillo, tantoppiù
ch'ero disposto de chiamallo Ajù.

— Bisognerà studià — disse er prefetto —
la vera provenienza de la madre... —
Dico: — La madre è un'àngora, ma er padre
era siamese e bazzicava er Ghetto;
er gatto mio, però, sarebbe nato
tre mesi doppo a casa der Curato.

— Se veramente ciai 'ste prove in mano,
— me rispose l'amico — se fa presto.
La posizzione è chiara.:— E detto questo
firmò una carta e me lo fece ariano.
— Però — me disse — pe' tranquillità,
è forse mejo che lo chiami Ajà.

1940

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